A TU PER TU CON …LEONARDO BEZZI

Leonardo Bezzi, 28 anni è un altro dei volti noti della Ste.Mar 90 Cestistica Civitavecchia nella quale milita ininterrottamente dalla stagione 2016/2017.

Sta per iniziare la seconda fase del campionato. Che giudizio dai della prima fase del torneo?

“Rispetto agli standard a cui siamo stati abituati negli anni precedenti, quest’anno abbiamo fatto molta fatica, causa moltissimi infortuni e altre situazioni che non ci hanno mai permesso di allenarci al completo. Tutto ciò ha portato ad una prima fase fatta di molte sconfitte, ma fortunatamente siamo riusciti ad entrare comunque nella seconda fase per raggiungere i play off promozione”.

Pensi che sarà possibile anche quest’anno raggiungere i play off?

“Sicuramente non sarà facile, anche perché la nostra squadra ha visto la partenza di Preite e Larousse oltre all’infortunio di Setkic, ma se riusciremo ad allenarci bene nel prossimo mese, secondo me potremo lottare per l’ultimo posto disponibile alle spalle delle corazzate Viterbo, San Paolo e Palestrina”.

Tu vivi a Santa Marinella. Qual è il tuo rapporto con la Cestistica Civitavecchia? Cosa ricordi della prima volta in cui sei entrato al PalaRiccucci?

“Posso solo dire che da quando sono tornato qua, nel 2016, sono tutti i pomeriggi in palestra, dividendomi tra l’attività di giocatore e quella da istruttore, quindi sono più al campo che a casa.

La prima volta al PalaRiccucci è un ricordo che mi fa ridere se ci ripenso adesso. Avevo 6 o 7 anni, giocavo nel Santa Marinella contro i pari età della Cestistica, ad un certo punto l’arbitro fermò il gioco e mi urlò: “Vattene in panchina”. In campo ero un bambino vivace ma educato, quindi non so perché successe ma forse è da quel momento che ho cominciato ad essere un po’ ”meno simpatico” sul campo”.

Quale è stato il momento più bello in tutti questi anni nella Cestistica e quale la delusione più grande?

“Il momento più bello, oltre al raggiungimento della finale per salire in Serie B, è stata la serie play off vinta con Aprilia dopo che il regolamento della Federazione ci aveva privato di Moore e Morris, due giocatori di un altro pianeta per la serie C. Eravamo un gruppo giovanissimo e molto unito, ci divertimmo tanto, dentro e fuori dal campo. Per quel che riguarda la delusione è ovvio che sia la finale persa con il Vis Nova, che ci avrebbe garantito la serie B, anche se un altro rimpianto è non aver potuto continuare la stagione sospesa per Covid, dato che, anche in quel caso, avevamo un gruppo molto unito e reduce da 8 o 9 vittorie su 10 partite prima dello stop forzato”.

Che rapporto hai con i tuoi compagni di squadra?

“Con i giocatori locali ci conosciamo da tantissimi anni e ho un buon rapporto con tutti ovviamente. Ma lo stesso vale anche per i nuovi arrivati, anche se devo dire che per diverse motivazioni quest’anno abbiamo avuto un po’ più di difficoltà nel frequentarci tutti anche fuori dal campo, come abbiamo sempre fatto negli anni”.

C’è qualcuno in particolare, tra quanti non fanno più parte della squadra, con i quali sei rimasto in contatto?

“Sicuramente con il gruppo del 2016, qualche volta mi sento ancora con Moore, Dembele e Quondam; è stato il mio primo anno di C Gold di ritorno a Civitavecchia e ho dei bellissimi ricordi. Ma più o meno sono in contatto con quasi tutti gli ex compagni di squadra delle altre stagioni, Hankerson, Zivkovic e Morrison su tutti, oltre a Simone Rogani che è un grandissimo videogiocatore”.

Tu hai iniziato anche ad allenare, come vivi questa esperienza?

“Alleno come istruttore minibasket da quasi 10 anni e mi piace molto, ma ultimamente ho iniziato a collaborare con alcune squadre del settore giovanile e a breve vorrei fare il corso da allenatore. Devo dire che, nell’ultimo anno, mi sono reso conto di come allenare a livello giovanile non sia facile come può sembrare, ma allo stesso tempo può portare grandi soddisfazioni, anche a livello umano perché secondo me puoi e devi essere un punto di riferimento importante per i tuoi giocatori. Certamente è un percorso dove ci vuole il massimo impegno per formarsi a livello tecnico, però vorrei intraprendere questo percorso con la massima umiltà e voglia di migliorare”.

Pubblicato da cestisticacivitavecchia48

Prima squadra e scuola di basket civitavecchia

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