A TU PER TU CON…ANDREA CAMPOGIANI

Concludiamo la nostra indagine conoscitiva dei ragazzi della prima squadra con il capitano… Andrea Campogiani.

Dopo la pausa pasquale domenica ci sarà l’ultima partita al PalaRiccucci della seconda fase. Quali sono a questo punto secondo te le prospettive della nostra squadra? I play off sono ormai solo un miraggio?

“La situazione è molto complicata perché siamo l’unica squadra ad aver vinto una sola partita, pur essendo terzi per differenza punti: ciò a testimoniare quanto gli episodi sfavorevoli siano stati il leitmotiv di questa intera stagione. In ogni caso cercheremo di fare il possibile per portare a casa tutte le gare rimaste”.

Cosa significa essere il capitano della Cestistica Civitavecchia?

“Essere il capitano della squadra dove giochi da sempre, nella palestra che ti ha visto crescere da quando avevi meno di 10 anni, è motivo di estremo orgoglio per me. Significa essere la figura più rappresentativa e un punto di riferimento per tutti, per i miei coetanei e per i ragazzi più giovani, a cui spero di aver dato e di continuare a dare un esempio positivo”.

Anche tu sei cresciuto nella Cestistica Civitavecchia. Come è nata la tua passione per il basket?

“In realtà è successo per puro caso. Volevo giocare a calcio, ma mia madre me lo ha sempre impedito. Quindi, dopo aver iniziato a suonare il pianoforte (come mia sorella), che ho lasciato dopo poco tempo, e aver mollato anche il nuoto, sono andato a fare una prova al PalaRiccucci a poco meno di 9 anni. La malattia per il basket – da cui sono affetto tuttora – è nata qualche anno dopo”.

Quali sono i momenti del tuo percorso sportivo che ricordi con maggior soddisfazione?

“Ovviamente la prima che mi viene in mente è la vittoria del campionato di C Silver che ci ha garantito la promozione in C Gold nel 2015. Altre sono state il terzo posto categoria unica nel campionato under 21 del 2009 (dietro alla Tiber, campione d’Italia uscente, e a Palestrina, che sarebbe stata la finalista di quell’anno insieme alla Virtus Bologna), e la Coppa della Regione vinta l’anno prima con l’under 18”.

Ci sono state anche delusioni. Quali hanno lasciato il segno?

“La delusione più grande, ovviamente, è stata la finale persa contro Vis Nova per la promozione in serie B. Ma in generale c’è delusione ogni volta che non si raggiungono obiettivi che, sulla carta, sono alla portata: significa che non è stato fatto tutto il possibile per portare a casa il risultato”.

Hai esordito in prima squadra che eri poco più che un bambino. Negli anni, hai avuto, quindi, tantissimi compagni. C’è qualcuno in particolare, con il quale sei stato o sei ancora legato?

“Il bello degli sport di squadra è la condivisione con altre persone di un percorso. Ho bei ricordi e condiviso belle esperienze con praticamente tutti i miei ex compagni, e chiaramente con gli attuali – visto che, con la maggior parte di loro, giochiamo insieme da tanti anni. Anche con molti ragazzi (stranieri, o semplicemente provenienti da altre parti d’Italia) che sono passati di qua per una o due stagioni ho mantenuto vivi i legami, con alcuni ci vediamo ancora; se devo farti il nome di quello con cui ho un rapporto più stretto, ma penso sia ovvio, perché lo conosco da quando facevamo minibasket, è Mattia Gianvincenzi”.

Hai mai pensato di fare un’esperienza con un’altra squadra? Ti vedi con una maglia diversa da quella rossonera?

“Da piccolo mi vedevo bene con una maglia NBA addosso! Ho avuto un paio di occasioni, anni fa, di fare esperienze fuori. La Cestistica però è casa mia, sono uno molto legato alle sue radici. Per questo ti dico che quella della Stemar è l’unica maglia che mi vedo bene addosso”.

Tu hai iniziato anche un percorso come allenatore. Dei tanti tecnici che ti hanno guidato da chi hai tratto i maggiori insegnamenti, sia tecnici che umani?

“Ogni coach che ho avuto, fin da ragazzino, mi ha lasciato qualcosa. E spesso non capisci il valore di determinati insegnamenti, se non dopo molto tempo. Se devo fare dei nomi, ti dico Mauro Tedeschi, che mi fece esordire a 15 anni in serie C, e che è stato il capo allenatore della Cestistica per parecchi anni fino alla vittoria del campionato, e Lorenzo Cecchini, con cui abbiamo sfiorato la serie B e con cui abbiamo iniziato un percorso di pallacanestro di alto livello”.

Pubblicato da cestisticacivitavecchia48

Prima squadra e scuola di basket civitavecchia

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